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  PrecariaMente Precari si nasce.E io lo nacqui.
 
Diario
 


Ho sempre detestato questa parola.Precario.Precario non è un lavoro, ma un aggettivo.Quando mi chiedono:"e tu che lavoro fai?", mica rispondo:"sò precario!".Specifico compitamente:"Insegnante.Precaria". Precario,spia di una condizione pressochè perenne di incertezza.Perchè quando il lavoro è T.D.,tutta la tua vita è a tempo determinato. Inizia.Finisce.Punto.Precario è un modo di vivere, un modo di agire ed operare in equilibrio instabile.Se non si hanno tempra forte,spirito di adattamento,corazza e sensi di ragno, il precariato non fa per voi.Sempre pronti a mettersi in gioco,sempre pronti a dimostrare che si è professionisti.Che essere precario non significa essere senza qualità.Ma che fatica.


31 maggio 2014

Trasgredire? Si può.

Si rifletteva sul significato della parola trasgressione, ormai impolverata e finita nella soffitta delle parole perdute. All'alba della nascita del tubo catodico, il concetto di trasgressione era fisicamente estremista: mostrare il ginocchio in tv. Per esempio. Ma cos'è oggi la trasgressione? Tralasciando l'overtreatment di culi e tette dei tempi nostri, la vera trasgressione di oggi è una clochard emarginata. Viaggia e si trastulla ai margini di un'(a)normalità quotidiana latente. Quella di oggi veste i panni della coerenza, del non adeguarsi alla "massologia" dilagante. Oggi la vera trasgressione è pensare con la propria testa senza avere paura di sostenere le proprie idee fino in fondo. Anche a costo di rinunciare a se stessi. Una volta si sollecitavano i bambini a spiegare il vissuto "con parole tue". Ecco. Oggi, invece, tutti usano parole di tutti per spiegare ciò che li circonda, volendo dare l'impressione di essere informati. In realtà nessuno ha un'idea propria e fa un copia-incolla orale tramandando come novelli Omero il sentito dire, che massifica e diventa realtà oggettivamente condivisibile. Ormai non si spiega più nulla a parole proprie perché c'è tutto a portata di click. Si usano aforismi e citazioni e il parlare social è diventato il nostro pour parlez quotidiano.Vuoi per pigrizia, per paura di contrariare gli altri o semplicemente perché è più facile abiurare. Che a pensare fuori dagli schemi si fa fatica. Anche Winston, l'ultimo uomo protagonista di “1984” di Orwell, alla fine si annullò nell'amore verso il Grande Fratello. In fondo quanto si può resistere prima di piegarsi alla distrazione di massa? Il diverso pensiero, anche nelle più sciocche questioni quotidiane, mette costantemente pressione, costringe a mettersi in discussione e spesso ci si chiede se non si stia prendendo una strada sbagliata. Troppi i pensieri che attanagliano, legati alla spicciola sopra-vivenza: la necessità di mettere insieme il pranzo con la cena, per esempio, per potersi preoccupare anche del futuro prossimo remoto. E così si subisce il bombardamento dilagante di informazione falsamente populista e molto germanista, propinando un contesto diversamente reale da quello effettivo. La vera scommessa oggi, dunque, è una nuova trasgressione fatta restando fermi in un punto: equi-distanti da tutto; fermandoci un attimo per capire dove è l'orizzonte reale, non quello che abilmente disegnano per noi. La vera trasgressione, oggi, non è più quella di mostrare un lembo di pelle ma l'esatto contrario; non è infrangere le regole ma rispettarle laddove si genera anarchia; reinventandole, cercandone le pieghe nelle maglie serrate della burocrazia scardinando il sistema dal di dentro; restare aggrappati laddove il vento soffia da un lato all'altro di questo corridoio chiamato vita. La vera trasgressione è crescere un figlio evitando di piazzargli davanti agli occhi a due anni un telefonino e un tablet in modo da diventare invisibile e passivo fruitore di immagini per non disturbare i genitori, anch'essi persi nell'etere, ma dargli strumenti per crescere consapevole, libero di pensare, non omologato alla massa di chi vorrebbe le nuove generazioni ignoranti e incolte come prati, su cui dominare e scrivere una storia legata a doppio filo a ciò che ieri era un astratto ideale - fascista o comunista non importa- ma che oggi concretamente si chiama denaro. Il motore del cosiddetto mondo civilizzato. Oggi la vera trasgressione è spegnere tutto e ritornare a vivere davvero. Senza sopra-vivere. Scendere tra la gente e ascoltare come soffia il vento. Come stiamo cambiando e come siamo davvero senza maschere. Che oggi non hanno più la consistenza di quelle pirandelliane, ma l'artificiale luminosità di un impersonale monito(r).


10 aprile 2008

The "telecomand" power

Ultime stille della campagna elettorale e l'ansia sale,le bordate tra i tanti promessi premier  non si contano, si affilano le armi per gli ultimi appelli.
Purtroppo per loro io non li ho ascoltati.E' stata dura fare slalom tra le varie trasmissioni dedicate,il dito non ne voleva sapere di cambiare canale ,le orecchie si rifiutavano di non ascoltare ma poi,con un enorme sforzo di volontà pari a quello di una dieta forzata ,ci sono riuscita a fare zapping senza accanirmi ad ascoltare.E mi sono arrivati frammenti di discorsi senza senso- perché estrapolati dal contesto o lo erano comunque?-frantumi di polemiche,volti rifatti e troppo truccati in una sovraesposizione mediatica che ha reso il tutto indigesto.
Volti prevalentemente maschili tranne forse la Santanchè ma questa è un'altra storia-che ha tastato il polso alla nostra società ,dove il potere è saldamente nelle mani degli uomini,perché non ci sono o non si vogliono donne di spicco nelle poltrone che contano.
Comunque,ritornando al discorso dei media-non vorrei scivolare nel qualunquismo del rapporto uomo /donna e tutto il sequel che a quest'ora non reggo- non siamo che all'inizio.Pensate che ,con la fine della campagna elettorale finisca qui?Mera illusione!Prepariamoci a palinsesti stravolti,dirette chilometriche ,sondaggi sbrindellati,proiezioni al fulmicotone,ad una gara senza esclusione di colpi tra le reti rai e mediaset per dare per primi gli exit-pool ,per assicurarsi le prime dichiarazioni esclusive dei vincitori e vinti,per analizzare,sviscerare ,evidenziare ,sottolineare ipotizzare insomma tutti gli -are del caso che fanno audience e share.Forse trascurando l'infimo particolare che si decide il destino del paese e di milioni di persone che- se vinca l'uno o l'altro - poco importa.Che vogliono risposte.Certezze.Che non vogliono annaspare e scioperare per vedere riconosciuti i propri diritti sanciti dalla Costituzione.Che non è ancora carta straccia.
Comunque la cosa non mi interessa.Mi sono imposta il disinteresse totale .E la soddisfazione di decidere di non vedere le loro facce in tv.This is the telecomand power.




A Celentano:Maledetta Televisione


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17 gennaio 2008

Fratelli d'Italia


                                                                          

    


      


       
   
     
  
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