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  PrecariaMente Precari si nasce.E io lo nacqui.
 
Napoli:sepolta viva
 


Ho sempre detestato questa parola.Precario.Precario non è un lavoro, ma un aggettivo.Quando mi chiedono:"e tu che lavoro fai?", mica rispondo:"sò precario!".Specifico compitamente:"Insegnante.Precaria". Precario,spia di una condizione pressochè perenne di incertezza.Perchè quando il lavoro è T.D.,tutta la tua vita è a tempo determinato. Inizia.Finisce.Punto.Precario è un modo di vivere, un modo di agire ed operare in equilibrio instabile.Se non si hanno tempra forte,spirito di adattamento,corazza e sensi di ragno, il precariato non fa per voi.Sempre pronti a mettersi in gioco,sempre pronti a dimostrare che si è professionisti.Che essere precario non significa essere senza qualità.Ma che fatica.


20 novembre 2009

Appendice neomelodica

Manco a farlo apposta, in questi giorni si parla del fenonemo neomelodico e ciò che ho descritto nel post precedente sembra essere solo la punta dell'iceberg.Infatti il fenomeno, pur non essendo recentissimo, continua ad essere sempreverde e le tivvù locali pullulano di pusher neomelodici che affondano le loro radici nel substrato social popolare, quello più profondamente napoletano, la cultura dei quartieri popolari che fanno del giro ncopp 'o mezzo(motorini) e le beghe di quartierino il vero scopo nella vita, falsi obiettivi che distolgono l'attenzione da quelli reali quali-ad esempio-lo studio o il miglioramento nella scala sociale attraverso il lavoro, anche se barlumi scava e scava ce ne  sono a sprazzi.Ma questa è un'altra storia che poi racconterò.Ebbene, il sound neomelodico, mirato alla creazione del fenomeno e al raggiungimento dei 15 minuti di celebrità locali o regionali, lascia sul terreno numerose vittime in quanto non ci si fa scrupolo di utilizzare minori e di attribuire loro sentimenti  e sensazioni da adulti quando invece la natura non ha fatto ancora il suo corso.Sto parlando del video shock girato un paio di anni fa in cui un cantante neomelodico in erba canta sdraiato sul letto con una coetanea novenne e parla esplicitamente di fare l'amore con lei.

 Per gli approfondimenti vi rimando al link del Mattino.
Mi soffermerei però su un aspettodrammatico di tale fenomeno, già affrontato nel lontano-vicino 1984 da  Neil Postman: la scomparsa dell'infanzia, da attribuire a tutta una serie di condizionamenti negativi provenienti dall'ambiente , dall'adulto e dai media, anche se ritengo che il concetto inteso come precocismo sia ampiamente superato.Il precocismo- inteso come accellerazione nella conquista di determinate competenze slegate dall'età e dunque dall'evoluzione cognitiva- è stato soppiantato dal fatto che ormai gli adulti considerano i bambini proiezione di se stessi in piccolo, non comprendono che il mondo infantile - fortunatamente- è ancora pervaso dall'animismo, da Babbo Natale e da tutta quella magia che attraverso la fantasia consente ai bambini di rielaborare la realtà in maniera adeguata alla loro comprensione.Purtroppo tutto ciò non lo si capisce e genitori non udenti , lungi dall'accompagnare i bambini e i preadolescenti  lungo il cammino della crescita, li ricoprono invece di oggetti e di SI' distratti trasformandoli in fenomeni da baraccone, cercando il precocismo nell'apprendimento e la marcia in più rispetto agli standard, in tutte le sue forme e ad ogni costo.E dunque via al telefonino, al computerino, l'apparizione in tivvù, il concorsino di bellezza e il balletto  latino -americano,  fino al vestito griffato già a sei mesi che trasforma i bambini in mummie e impedisce loro di muoversi.Sono grandi già ad un anno, i piccoli.Ed ecco che la mamma rampante avvocato ti chiede di farli lavorare e studiare e tu non puoi fare a meno di strabuzzare gli occhi mentre nel contempo impedisce al bambino di mettere un giocattolo in bocca, fase fondamentale della conoscenza.
Ci sarebbe da versare fiumi di parole, ma in conclusione,  l'attribuire a ragazzini  dell'età più o meno di mia figlia desideri ed emozioni tipicamente adulti, che spesso neanche gli adulti sono in grado di comprendere e razionalizzare fino in fondo, è un delitto contro l'infanzia, contro i bambini e il loro sviluppo armonico e soprattutto sano.Mentalmente sano.
Già, che poi, quale infanzia?


I link agli articoli da Il Mattino:
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=81059&sez=NAPOLI

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=81119&sez=NAPOLI



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