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  PrecariaMente Precari si nasce.E io lo nacqui.
 
I miei "scritti"...
 


Ho sempre detestato questa parola.Precario.Precario non è un lavoro, ma un aggettivo.Quando mi chiedono:"e tu che lavoro fai?", mica rispondo:"sò precario!".Specifico compitamente:"Insegnante.Precaria". Precario,spia di una condizione pressochè perenne di incertezza.Perchè quando il lavoro è T.D.,tutta la tua vita è a tempo determinato. Inizia.Finisce.Punto.Precario è un modo di vivere, un modo di agire ed operare in equilibrio instabile.Se non si hanno tempra forte,spirito di adattamento,corazza e sensi di ragno, il precariato non fa per voi.Sempre pronti a mettersi in gioco,sempre pronti a dimostrare che si è professionisti.Che essere precario non significa essere senza qualità.Ma che fatica.


29 maggio 2008

Apicella, il mecenate e i menestrelli di corte

Nell' era Berlusconi fatta di precarietà, flessibilità, finanza creativa, ho ravvisato anche segnali che ci indicano chiaramente un ritorno a lavori che richiamano alla mente Lorenzo il Magnifico e la sua corte, fatta di giullari e menestrelli. Mi ha molto divertito, infatti, l' intervista ad Apicella, che da moderno menestrello si accinge a partire per la corte sarda per allietare dignitari e ospiti di regni lontani nelle calde ed indolenti notti agostane. Con buona pace di chi, per sbarcare il lunario deve lavorare e pagare le gabelle al signore. Mi domando: per ritagliarci una nicchia di spazio nel mondo del lavoro di questo moderno Medioevo dovremo dunque sperare in una nuova era di mecenatismo e presentarci alla corte di turno, con la speranza di incontrare il consenso del signore? La storia è piena di esempi che hanno lasciato il segno (Dante, Michelangelo), ma non credo che i moderni cortigiani siano di quelli che lascino traccia.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/08/01/na_017rubrica.html

NB:questa lettera è stata pubblicata nel 2004 .L'ho ritrovata nell'archivio di repubblica e l'ho postata.


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8 marzo 2008

Perché...

 ...siamo costrette a comportarci come uomini per farci largo nella vita.     
... anche quando portiamo i pantaloni, possiamo essere sempre donne.
 ...esiste ancora chi ci considera inferiori.
... non siamo tutte ballerine cantanti e veline.
... possiamo anche scatafasciarci ogni tanto.
....molte sgobbano senza un grazie.
....molte non possono ancora votare.
... voglio essere libera di scegliere cosa farmene della MIA vita.
                                                      
                                                   Perchè .....

 ...oggi sarebbe la festa della donna .
... ogni giorno possa essere festa 
... ogni giorno possiamo dedicarci un momento solo per noi.
                                          
                            Senza simboli e senza stereotipi.



   
    
   
  



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16 dicembre 2007

I SUPPLENTI TEMPORANEI NON DEVONO PAGARE LE INEFFICIENZE DELLA SCUOLA

 In questi giorni, si addensano nubi minacciose sul futuro di chi è costretto a lavorare da supplente temporaneo. Infatti, sarà prossimamente varato il nuovo regolamento delle supplenze brevi. In questi ultimi mesi abbiamo assistito a drammi: segretari disperati alla ricerca del supplente fantasma, telefoni roventi, bollette stratosferiche, postini impazziti nel consegnare telegrammi mai aperti. Che razza non sarà mai questa dei supplenti temporanei che vorrebbero lavorare ma non accettano le supplenze brevi, per intenderci quelle fino a quindici giorni? Sulla base delle lamentele da parte dei dirigenti scolastici, al Ministero si è pensato di rivedere il meccanismo di reclutamento introducendo alcune novità. Peccato che non siano buone nuove in quanto prevedono una serie di provvedimenti atti a scoraggiare chiunque ad intraprendere la carriera d’insegnante, magari facendo anche un pensierino sull’evitare di rispondere al telefonino. Infatti, questo diverrà il mezzo principale di reclutamento per le supplenze brevi, peccato che già oggi il 90% delle segreterie adotti già questo metodo.
Un altro punto è quello dell’informatizzazione del sistema. Se ne parla da anni e secondo tutte le organizzazioni sindacali sarebbe il modo ideale per trovare, attraverso una serie di controlli incrociati, il primo supplente libero senza dispendio di fondi e d’energie.
Si ventila inoltre l’ipotesi di sanzioni nei confronti di coloro che non accettino le supplenze brevi senza motivo: il punto più grave, che penalizzerebbe, di fatto, la fascia più debole di chi ha meno punti in graduatoria ma che comunque lavoricchia è LA RIDUZIONE DELLE SEDI SCOLASTICHE ESPRIMIBILI.
Questa non può essere la soluzione, anzi sarebbe la soluzione finale per tanti supplenti che si vedrebbero di fatto tagliati fuori. Nell’epoca delle liberalizzazioni e della possibilità di scelta, di fatto il ministero esprime l’intenzione di dare una stretta alle opportunità e riduce drasticamente di un terzo le possibilità di lavoro di decine di supplenti, che saranno costretti a rimanere a casa perché con la riduzione a SOLE 10 istituzioni scolastiche per la primaria e per l’infanzia e 20 per gli istituti superiori, di fatto, lavoreranno solo I primi in graduatoria. Perché dunque questa stretta? Non si è riusciti a sterminare i precari con l’articolo 66 della finanziaria, ora ci si riprova con la riduzione delle sedi esprimibili? I provvedimenti vanno ricercati altrove, non addossando la responsabilità ai supplenti che già sono notevolmente svantaggiati perché non hanno una continuità né didattica né economica. I supplenti non sono padroni della propria vita; vivono attaccati al telefono, sono spesso calpestati nella dignità ed orgoglio professionale, ma nonostante tutto lavorano. La riduzione delle sedi scolastiche sarebbe un ulteriore e definitivo colpo alla loro già instabile situazione. Secondo quanto contenuto in Finanziaria, le scuole dovrebbero gestire autonomamente le risorse per le supplenze brevi e dunque tutto sembra preludere all'attuazione di una richiesta avanzata da tempo dai dirigenti scolastici: la chiamata diretta da parte dei DS, seppur in una forma mascherata.
Ciò non garantirebbe il rispetto della posizione in graduatoria e darebbe il via ad una nuova forma di nepotismo, in quanto lavorerebbero solo coloro mandati da...

I precari del forum http://www.precariscuola.135.it/ dicono No a qualsiasi riduzione delle sedi esprimibili e chiedono il mantenimento delle attuali trenta sedi, con un sistema di reclutamento trasparente che tuteli i diritti acquisiti.

http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=article&sid=6629




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16 dicembre 2007

Non si rilasciano diplomi morali

 Tale lettera è nata per rispondere alla lettera aperta del sig. Rondoni che, dalle pagine de "Il Tempo", partendo dai fatti accaduti a Rignano Flaminio,attacca tutto il corpo docente e l'impianto della scuola pubblica italiana.

Egregio poeta, sono maestra -precaria-, mamma e cittadina e in tali vesti ritengo estremamente lesiva la sua lettera. Lei riconduce l'ultimo episodio accaduto nella provincia di Roma al malessere che affligge la scuola, parla di crepe e di dighe che starebbero per crollare. Ebbene la scuola non è altro che un risvolto della società. La scuola non è la famiglia ma sempre più spesso le famiglie delegano alla scuola, ai docenti, la responsabilità dell'educazione dei ragazzi.
Vero è che la scuola è formata da persone, da esseri umani che soggettivamente, consapevolmente o inconsapevolmente, scontando pene del passato, agiscono ma qui non si tratta, come Lei ha affermato, di mettere in discussione la moralità, l'onestà e l'etica di tutti i docenti italiani la cui professionalità non si misura con un pezzo di carta o col misero stipendio. Ma crede davvero che la professionalità sia direttamente proporzionale allo stipendio pagato? Possono, secondo lei, poche mele marce, mettere in discussione l'intero impianto di tutta la scuola pubblica? Cosa le fa credere che i docenti italiani non affrontino selezioni e anni di studio per diventarlo?
Crede davvero che ci raccattino per strada come mendicanti? Purtroppo gli episodi di cronaca sono solo il sintomo di un disagio, un malessere che affligge tutta la società e dunque non possiamo imputare tutti i mali della società alla scuola pubblica o privata che sia.
Cosa pensa di ricavare da questa crociata? Crede forse che la meritocrazia o un aumento di stipendio possano correggere la nettezza morale di un individuo? Di un insegnante? Perché di questo si tratta E purtroppo per valutare tale cosa non c'è alcuno strumento. La pulizia morale ed etica, l'animo di una persona non è valutabile o certificabile con un pezzo di carta. Per quello non si rilasciano lauree e master. E' il nostro bagaglio. Quello che ci portiamo dietro e che ci è stato insegnato. Sono quei valori che i nostri genitori ci hanno tramandato e che purtroppo, oggi , nelle famiglie non esistono quasi più, soppiantati dalle tecnologie, da modelli morali diseducativi che sono assoggettati alla logica del guadagno e della superficialità. Ognuno di noi, in queste occasioni, indossa la maschera del perbenismo e punta il dito accusatore. Pollice verso. Epuriamo la scuola dal marciume e facciamo accomodare cooperative, banche, S .P.A. nelle scuole. Si accomodino, Signori.
Voi sì che sarete docenti d.o.c.. Peccato che anche Voi siate persone. Né migliori e né peggiori degli altri. Persone con i propri bagagli morali e personali. E dunque non esenti dal poter sbagliare. O il fatto di appartenere a qualche lobby rilascia un pass morale superiore a quello dei comuni mortali?
Non esistono certificazioni morali. Esiste una coscienza. .E ognuno di noi fa i conti con la propria. 
http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=10487
http://fc.provincia.so.it/conferences/associazione%20galois/FOV1-0000D99B/FOV1-0000EFC9/6722F155-3B9ACA00#6




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16 novembre 2007

Precari senza Qualità

 

Gent.ma redazione,

scrivo a proposito dell'articolo a firma di Luigi Illiano pubblicato sul Sole24ore che parlava del dossier presentato dall'associazione Treelle e a cui si è dato ampio risalto.
Nessuno ha però pensato di dar voce alla controparte, cioè i docenti precari che spesso ed in modo oltretutto gratuito, sono stati sminuiti e lesi nell'orgoglio professionale da tale associazione e in tempi recenti, dal Prof. Panebianco dalle pagine del Corriere. Pertanto, ho inviato la seguente lettera di risposta alla su citata associazione.
Cordiali saluti
Monica



Gent.mi professori dell'associazione Treelle,
mi chiamo Monica e sono un'insegnante precaria della scuola dell'infanzia, per l'esattezza supplente temporanea.
Innanzitutto mi chiedo che cosa intendete con "trasformare nomina temporanea in periodo di tirocinio e formazione soggetto a valutazione". Anzi, l' ho capito e onestamente mi sembra una cosa improponibile. Ricordo che il tirocinio si faceva l'ultimo anno dell'istituto magistrale, e ritengo estremamente inopportuno riproporlo a docenti plurivincitori di concorso, con anni di gavetta alle spalle.
Risulterebbe offensivo e lesivo della dignità del docente stesso e non credo che questo proposito sia nelle vostre intenzioni.
Leggo, inoltre, con reiterato stupore, le vostre dichiarazioni a proposito dei docenti precari, che secondo il vostro "particolare" parere, sarebbero persone che svilirebbero la qualità della scuola. Voi partite dalla stessa equazione che ha fatto il prof. Panebianco dalle pagine del Corriere.
Che Precario sia uguale a nessuna qualità.
Mi piacerebbe sapere che parametri Voi utilizziate per azzardarvi a tirare queste somme così poco lusinghiere nei confronti di chi da anni, nonostante le frustrazioni, nonostante le disparità di trattamento economico e morale, nonostante i continui stravolgimenti legislativi che periodicamente ci investono, porta avanti con competenza, professionalità e orgoglio un lavoro, una professione che si è scelta e che si onora sempre proprio perché è forte quel senso di responsabilità che ci rende consapevoli del nostro ruolo di educatori.
Noi, come ogni docente degno di tale nome, a prescindere se precario o di ruolo - perché essere precario non significa essere in SERIE B - non trasmettiamo semplicemente il sapere ex-cattedra, ma agiamo in un continuo interscambio con gli alunni, i ragazzi, per iniziare e completare nell'ambito dell'intero anno scolastico, seppur TD, un percorso di maturazione e acquisizione di competenze che vanno al di là della sterile programmazione e didattica, ma che coinvolge anche il lato umano. Perché la programmazione è un pò come legiferare, quando si fa, si deve tener conto che essa è diretta a delle persone, a dei ragazzi che devono essere in grado, attraverso gli strumenti che anche noi docenti precari gli forniamo, di avere il coraggio di esprimere le proprie idee e la maturità di decodificare i molteplici messaggi che gli arrivano dalla globalizzazione del mondo in cui vivono, affinchè possano essere pronti ad affrontare la vita, quella vera, che li attende quando usciranno dalla scuola.
Questo facciamo anche noi precari, forse più consapevolmente degli altri. Perché vogliamo e dobbiamo lasciare un segno, una traccia di quello che siamo stati. Perché questo è essere insegnante.
Precario è un aggettivo. Non un lavoro. Nè tantomeno una definizione dispregiativa. Noi non siamo precari di professione. Siamo INSEGNANTI.
Quindi prima di presentare quaderni, libri e abbecedari di una realtà che non è quella realtà dei docenti precari, scendete dal piedistallo e veniteci a conoscere.
Veramente.


http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=9835


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16 novembre 2007

VIVERE DA PRECARI

 
 
Parliamo di cosa significa vivere da precari.Non toccherò le questioni pratiche,tipo l'aspetto economico,ma vorrei parlare di dignità negata.Dignità.Questa sconosciuta.
A noi insegnanti precari è negata tante volte,soprattutto quando arrivi in un nuovo circolo didattico-io faccio supplenze brevi,giro per circoli ed istituti e amo definirmi precaria dei precari-e ti devi ripresentare,dimostrare che sai fare il tuo lavoro,spiegare che hai dieci anni di lavoro alle spalle tra private e statale,che non sei l'ultima arrivata,che conosci tutti i meccanismi,combatti contro i preconcetti,fai buon viso a cattivo gioco,ma giorno dopo giorno dentro di te si affievolisce la scintilla. dell'entusiasmo,dell'amore per il tuo lavoro.Ogni giorno vieni giudicata e condannata da colleghe che nemmeno ti conoscono ,poi si ricredono,certo,ma perchè il sistema ci obbliga a passare alla gogna in questo modo?Dove si sono nascosti quei valori come orgoglio e dignità di esercitare la professione di insegnante così importante per la formazione dei ragazzi,sostituiti invece da umiliazione e sdegno?
Questi anche sono i sentimenti di un precario,a cui si uniscono le costanti incertezze che tutto possa cambiare dall'oggi al domani.
Mi sono chiesta come il dizionario definisca la parola precario,parola che ormai  ci accompagna-uso un termine caro alla vice-ministro Bastico-quotidianamente.
Ho fatto qualche ricerca.
Precario significa instabile,provvisorio,temporaneo.E questo è risaputo.Tutti termini molto esplicativi.
Ma esiste un istituto del diritto romano che si chiama contratto precario.Con tale contratto si concedeva temporaneamente e gratuitamente una cosa-nel nostro caso l'inserimento nelle graduatorie permanenti-ma era revocabile -art.66.comma 1,della finanziaria 2007-ad arbitrio di chi l'aveva concessa.
Niente di nuovo sotto al sole.Siamo semplicemente tornati ai tempi degli antichi romani.Solo che allora internet non esisteva.
Per me precario,però,non è una definizione.
E' un modo di vivere.Come un funambolo che non termina mai la sua esibizione.
Concluderò con un aneddoto significativo.
Una sera a cena.Mia figlia,7 anni,non voleva mangiare.
Io mi impongo ma lei sfodera l'arma vincente:"Mamma,se mi costringi a mangiare, telefono al ministro e faccio cancellare il precariato!".
Ecco cosa significa vivere da precari.


 http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=article&sid=5720
http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=9690


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11 novembre 2007

Lettera aperta di una precaria qualunque al ministro Fioroni

 Egregio sig.Ministro;
mi chiamo Monica e sono un'insegnante precaria qualunque nell'affollatissima  provincia di Napoli.Anzi,mi definisco precaria dei precari,perchè in realtà lavoro come supplente temporanea.Quando squilla il telefono,io corro.
 Mi definisco precaria qualunque perchè Lei signor Ministro mi ha fatto sentire così quando ho letto nella nuova legge finanziaria l'articolo 66 che al comma 1 abolisce le graduatorie permanenti.Ci ha trattato così,come se fossimo nomi e numeri qualunque,senza senso che con un colpo di spugna vanno lavati via.
E' come se per legge,si cancellasse una parte di me,della mia vita privata e professionale,rimettendola in discussione, facendomi sentire umiliata.Umiliata perchè mi sento sfruttata,tradita nelle aspettative,nelle speranze,nei sogni,nei progetti per un futuro più sereno da offrire a mia figlia.Un castello costruito sulla sabbia,portato via da un'onda anomala.
Per anni ho nutrito la speranza che il mio iter professionale,sebbene lento,sarebbe sfociato nell'incarico annuale e poi nel ruolo.Le graduatorie permanenti garantiscono ciò.Una certezza nella precarietà. E' così da anni ,è vero,quindi si può capire la necessità di un cambiamento,ma quale altro percorso permette di accumulare un patrimonio di esperienza, umanità, competenza  che nessun libro ti potrà MAI insegnare?
Che cosa faremo se saremo esclusi dalle immissioni in ruolo?
Il vice-ministro Bastico ha affermato,in contraddizione con l'on.Folena che recentemente aveva affermato che le graduatorie non sarebbero state abolite,che ci sarà un accompagnamento nel nuovo sistema dei precari esclusi.Ma cosa si intende per accompagnamento?Una lista- parcheggio?Un nuovo concorso?Onestamente mi sembra che ci sia notevole confusione e dunque si può immaginare anche in che confusione versiamo noi precari,che oscilliamo tra speranze e paure.Come ci reinventeremo un'altra professione a 40-50 anni?Ma poi ,chi vuole intraprendere una nuova professione?IO SONO INSEGNANTE.Ho studiato,vinto concorsi e questo nessuno me lo potrà mai cancellare.
 Non mi dò pace,non trovo risposte rassicuranti. Tremo.Tremo all'idea del futuro, all'idea di non poter più esercitare più un lavoro che adoro e che tanto mi ha tanto gratificato.Tremo all' idea di essere sacrificata alla legge dell'economia e del risparmio.Tremo all'idea che fra qualche anno sarò una ex- maestra .Ex  per legge.
Auspico che Lei prenda atto di tutto ciò che le viene indirizzato e che dia delle risposte chiare sul nostro futuro.


http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=18572&action=view&anno=2006&mese=11&page=1&mark=1&c
http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=article&sid=5622
http://www.letterealdirettore.it/lettera-aperta-di-una-precaria-qualunque-al-ministro-fioroni/

http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o7789
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article12499.html
http://www.aprileonline.info/439/io-sono-uninsegnante
http://home.rifondazione.it/stopprecarietaora/viteprecarie/cristina.html
http://www.cipnazionale.it/Neu/html/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1625&mode=thread&order=0&thold=0
http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=36097
http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=9661


...e sul Mattino di Napoli,Repubblica on line in un articolo di Salvo Intravaia e su altri quotidiani on line,edizione cartacea della Tecnica della Scuola.


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