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Sottovivere.

Sound anni 70 .Lascio scivolare le note nelle orecchie per riempire con le onde sonore la diga che argina i pensieri. Che non voglio leggere dentro. La sensazione è quella di un caldo té aromatico che scivola in gola a lenire.Il dolore.Che ti stringe e attanaglia .Influenza.Certo.Ma non è quella tipically invernale. E' una forma che di virale non ha nulla.Anticorpi di autocontrollo ferreo inglobano il dolore dall'anima e lo scaricano in ogni cellula del tuo.Corpo.Che si intossica fino a non poterne più.E stai. Ma-le. Fisicamente.perché.Non vuoi lasciare che le emozioni prendano il sopravvento, guidando le reazioni, mostrando il fianco, l'aspetto più debole di te, quella parte che nel corso degli anni hai imparato bene a. Rinchiudere.Soffocare.Demolire.Troppi paccheri.Troppe pugnalate.Troppo di tutto.E allora scegli la strada meno dolorosa. Per quella che definiscono anima. Non ti lasci coinvolgere .E .Tieni tutti equidistanti da te.Necessario per sopravvivere.Un' arte che viaggia col cambiamento:il prodotto è un ibrido parallelo.Che aspetta solo di svernare.

Di prima mattina.A piedi scalzi nella sabbia tiepida.Con gli occhi persi nell'infinito, mentre il mondo è nel torpore del risveglio e finalmente ricordi  quanto sia bello.Il vivere. Senza sottovivere. La sopravvivenza è un concetto sopravvalutato. E sorpassato.Uno standard che anche le agenzie di rating hanno ribassato.Tripla B.Ora si sottovive.Col capo chino. Senza . Ascoltare.Guardare.Respirare.Ridere.Piangere.

Pubblicato il 7/2/2013 alle 21.56 nella rubrica Diario.

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